GOLETTA VERDE: IL MONITORAGGIO DEL MARE SICILIANO

Si sta svolgendo anche quest’anno, da parte di Goletta Verde, il monitoraggio dei mari italiani. L’obiettivo della ormai storica campagna di Legambiente è quello di valutare lo stato di salute dei nostri mari misurandone la carica batterica presente.

Qui ci occuperemo solo delle indagini effettuate in Sicilia.

In proporzione alla lunghezze delle coste, nella nostra regione sono stati realizzati 26 monitoraggi in altrettanti punti: di questi ben 16 (cioè più del 60%) hanno dato risultati classificabili come “fortemente inquinati” e “inquinati” che rendono la situazione in cui versano i nostri mari a dir poco preoccupante. È sempre la “maladepurazione”, cioè la cattiva ed inefficiente depurazione delle acque reflue urbane, uno dei principali mali oscuri per le nostre acque.

I prelievi lungo le coste siciliane sono stati effettuati dal 5 al 9 luglio ed analizzati entro le 24 ore all’interno del laboratorio mobile a bordo della Goletta stessa.

Risultati per provincia.

Ragusa.

Sono stati effettuati 2 prelievi: quello alla foce del fiume Fiumara di Modica, in località Arizza, nel comune di Scicli, risultato “fortemente inquinato” e quello a Marina di Modica, alla spiaggia di piazza Mediterraneo, rientrante “Nei limiti”.

Caltanissetta.

L’unico punto analizzato, a Gela (alla foce del Gattano in località Macchitella), è stato classificato come  “fortemente inquinato”.

Siracusa.

Un punto è risultato “fortemente inquinato” (alla foce del canale Grimaldi) e l’altro “inquinato” (a Priolo, spiaggia nei pressi della foce Mostringiano, nella zona industriale).

Palermo.

Sono stati analizzati 7 punti, di cui 5 con giudizio di “fortemente inquinato”. Si tratta delle acque prelevate a Bagheria (nei pressi dello sbocco scarico alla frazione di Aspra e alla foce del fiume Eleuterio; a Carini (allo sbocco scarico in località Villagrazia sul e alla foce del torrente Ciachea) e a Terrasini (allo sbocco scarico presso diga foranea del porto). Nella norma le analisi effettuate a Palermo (alla spiaggia Vergine Maria in località Tonnara Bordonaro) e a Termini Imerese (spiaggia nei pressi del vecchio oleificio al porto).

Messina.

Sono stati analizzati 4 punti, tutti con una carica batterica contenuta entro i limiti di legge: a Messina città (spiaggia nei pressi del tubo di scarico in località San Saba); a Milazzo (spiaggia tra stabilimento Baia Tono); a Barcellona Pozzo di Gotto /Milazzo (spiaggia fronte fiume Mela in località Bastione); a Capo d’Orlando (Lungomare Andrea Doria).

Catania.

Dei 3 punti monitorati, 2 hanno ottenuto il giudizio di “fortemente inquinati”: a Calatabiano (alla foce del fiume Alcantara) e ad Aci Castello (nei pressi dello sbocco scarico fognario ad Aci Trezza). “Normali” le analisi a Catania (spiaggia libera Lidi Playa).

Agrigento.

Hanno ottenuto giudizio “fortemente inquinato” tutti e 2 i punti monitorati:  a Licata (nei pressi dello sbocco del depuratore alla foce del fiume Salso) e a Sciacca (alla foce del torrente Canzalamone in località Stazzone).

Trapani.

Dei 5 prelievi effettuati, ben 3 sono andati oltre i limiti. “Fortemente inquinato” il giudizio a Castelvetrano (nei pressi dello sbocco del depuratore alla frazione Marinella di Selinunte).  “Inquinato” alla foce del fiume Modione a Selinunte e a Valderice (alla spiaggia in località Rio Forgia). “Normali” le analisi dei prelievi a Trapani (spiaggia vicino lungomare Dante Alighieri) e a Mazara del Vallo (Lungomare di Levante).

Evidenti i gravissimi problemi legati alle annose inefficienze nella depurazione delle acque urbane in Sicilia. Un’emergenza continua perfettamente inserita negli ingranaggi del “sistema Sicilia”, la terra delle emergenze perenni. Non solo un danno all’ambiente, ma anche alla salute, all’immagine e all’economia/turismo, come è facile capire dai nomi delle località “coinvolte”. Finché i cittadini e la classe politica che li rappresenta non avranno la volontà politica e non prenderanno coscienza che ogni azione dell’uomo ha delle ripercussioni, anche notevoli, sulla Natura e l’ambiente e che necessariamente bisogna porre dei limiti e delle correzioni ai nostri comportamenti, allora inevitabilmente condanneremo il Pianeta ed in ultima analisi noi stessi. Qualsiasi retorica, eventualmente presente nelle righe precedenti, è spazzata via dalla realtà dei fatti: « …  non solo persistono evidenti problemi nel sistema depurativo siciliano, ma i soldi da tempo disponibili e messi a disposizione dal Fondo di Sviluppo e Coesione per adeguare rete fognaria e gli impianti di depurazione (circa un miliardo di euro) rischiano di andare perduti a causa della mancata progettazione da parte degli enti preposti (…) Proprio alla vigilia della stagione balneare, inoltre, l’Unione Europea ha nuovamente avviato una procedura di infrazione ai danni dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane – dopo già due condanne a carico del nostro Paese – che coinvolge addirittura 175 agglomerati urbani siciliani, praticamente la regione italiana con il maggior numero di “anomalie” riscontrate dalla Ue. Questi agglomerati risultano non conformi all’art.4 in quanto non è stato dimostrato che tutto il carico generato riceve un adeguato trattamento secondario.

Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde: «La Sicilia rischia di far tornare a Bruxelles quasi per intero il miliardo e 161 milioni di euro (…) il termine per l’utilizzo, già prorogato al 30 giugno 2014, sta per scadere nuovamente. Al momento, il numero di progetti cantierabili è di appena 14 su 94, un numero che non potrà evitarci le multe per l’infrazione UE e soprattutto l’inquinamento causato dallo sversamento di acque ancora non depurate».

Gianfranco Zanna, direttore di Legambiente Sicilia: «Alla Regione consegniamo oggi anche il poco ambito vessillo che Legambiente assegna a chi si è particolarmente distinto per azioni contro il mare e le coste italiane, per ricordare ai nostri governanti che occorre fare presto e bene per difendere l’immenso patrimonio di questa terra che rischia di soccombere sotto il peso della maladepurazione e degli attacchi di speculatori senza scrupoli. Una mancata tutela che parte soprattutto dall’assenza di Piani di utilizzo del demanio marittimo, ma anche a causa dell’abusivismo edilizio, dalla mancata emanazione dell’ordinanza di regolamentazione dell’uso delle spiagge, dell’assenza di tutela delle emergenze naturalistiche, o ancora per l’assenza di standard di qualità ambientale per i servizi alla balneazione. I problemi da affrontare sono molteplici e imprescindibili se si vuole non solo difendere quanto di più prezioso abbiamo su quest’isola, ma anche per rilanciare la stessa economia turistica. Per questo chiediamo alla Regione Sicilia e all’assessore regionale al territorio e ambiente una urgente regolamentazione delle attività balneari con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale, alla qualità dei servizi ed alla tutela delle emergenze naturalistiche». (fonte: http://www.legambiente.it/golettaverde)

 

 

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