LETTERA ALLA NONNA DI MATTEO RENZI

Gent.ma Signora, mi scuso se mi rivolgo a Lei perché in realtà io avrei voluto parlare con Suo nipote, ma avendo compiuto 76 anni e con la mania di Suo nipote di rottamare tutto ciò che supera i 50 anni, non lo considero prudente. Signora, Suo nipote mi è particolarmente simpatico: è giovane, allegro, spavaldo, sicuro di sé (forse in questi giorni un po’ meno). Però alcuni suoi comportamenti non mi sono piaciuti.

E’ arrivato al governo facendo a gomitate e dopo aver fatto fuori in malo modo prima quel galantuomo di Bersani e poi quell’altro galantuomo di Letta, dimostrando così un’assoluta mancanza di stile.Ha cercato di reperire fondi in modo spasmodico e per fare che cosa, fare un regalino ad una categoria di italiani che bene o male un posto di lavoro ce l’hanno.

Questa mossa non l’ho capita, ma per una giustizia sociale tanto decantata non era più giusto lenire la disperazione dei disoccupati (senza distinzione) tra giovani e anziani? Pensare ai pensionati con meno di 700 euro, veri eroi di questa Italia perché con quella cifra infame e mortificante riescono a viverci e magari aiutano i figli e i nipoti disoccupati.

Si è parlato che per reperire fondi si sarebbe dovuto ricorrere a dei ritocchi sulle pensioni. Se il problema dell’Italia sono i pensionati, Suo nipote può fare una cosa: alla prossima scadenza insieme alla rata della pensione mandi una pillola di arsenico. Si risolverebbe il problema in modo totale e definitivo.Il governo da lui formato per metà è composto da donne, tutte belle (il ragazzo ha buon gusto, non si può negare), ma il guaio è che quando vanno in televisione, uno fa fatica a seguire la linea dei loro discorsi distratto dalla linea considerevole dei loro corpi

.Attraverso l’imposizione delle quote rosa le donne stanno invadendo tutto, fra poco i gli uomini saranno costretti a chiedere una legge per difendere le quote azzurre. In quanto al costo della politica, la lotta che dovrà sostenere sarà durissima.

Si parla e basta, ma parlando ci fosse stato uno solo dei politici a dire da domani ci diminuiremo lo stipendio di cinquanta euro. Sarebbe stato il segno di una piccola inversione di tendenza.

Signora avrei tante cose da dire, ma non voglio annoiarla, forse ho abusato troppo della sua attenzione. Una sola cosa vorrei ricordare a Suo nipote, di fare una lotta senza quartiere alla corruzione, è una piaga umiliante e dolorosa, deve spezzare l’equazione politica-corruzione. Io ci spero, anche se le prospettive non sono incoraggianti. Pensi un po’ la domenica a messa durante la preghiera dei fedeli preghiamo perché i nostri governanti siano giusti e onesti però giornalmente leggendo i giornali o guardando la televisione mi rendo conto che anche il buon Dio ci ha rinunziato.
Grazie devotamente,
Marcello

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