FUMO E ASBESTOSI, DUE MALI DIVERSI DELLA SOCIETA’ ODIERNA

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L’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute prosegue il proprio cammino di sensibilizzazione sui fenomeni legati alla prevenzione e alle dipendenze. Santi Benincasa, psicoterapeuta, medico-chirurgo e componente della Consulta diocesana dell’Ufficio, ha coinvolto il Comune di Monterosso Almo, i vertici dell’Asp, le istituzioni sanitarie, l’Ordine dei medici, affinché prendano parte alla conferenza sul tema “Fumo e asbestosi (eternit) – Collettività a rischio” in programma giovedì 16 maggio alle 18,30 nella sala convegni di palazzo Cocuzza. L’interessante confronto si terrà a Monterosso Almo e, dopo i saluti delle autorità (il sindaco Paolo Buscema, il presidente del Consiglio comunale Gaetano Dibenedetto, il commissario straordinario dell’Asp, Angelo Aliquò, e il direttore sanitario aziendale, Vito Amato), sarà il direttore dell’Ufficio diocesano, don Giorgio Occhipinti, ad introdurre i temi della conferenza. Gli interventi programmati sono quelli dello stesso Benincasa, di Antonio Zocco Pisana, medico chirurgo, specialista in pneumologia, e dell’architetto Sofia Berritta, che affronterà la questione riguardante lo smaltimento dell’eternit dagli edifici. Ma perché è stato deciso di affrontare tematiche del genere? “Dipendenza – chiarisce don Occhipinti – significa semplicemente rimanere legati alla ripetizione ciclica di quel comportamento, che diventa un’azione importante e frequente, che segna il punto di partenza per quanto riguarda tutta una serie di circostanze. Si fuma per iniziare la giornata, per finirla prima di dormire, per calmarsi di notte e tornare a letto, per pensare più rapidamente, per placare i pensieri, per controllare l’ansia, per darsi tono, per sostenere un colloquio, per sfogo. Il fumatore non è legato al fumo perché quando se ne stacca sta male, questo aspetto è una complicazione nel distacco dal fumo, ma non è neanche un passaggio obbligato nelle terapie della dipendenza da nicotina. Semplicemente, quando le persone realizzano che non possono fumare di meno, ma che l’unico fumo controllato è lo zero assoluto, provano a smettere e a questo punto fanno i conti con l’astinenza, che di solito li scoraggia o comunque non facilita il distacco. In ogni caso, anche riuscendo a distaccarsi, la vera dipendenza da nicotina rimane la stessa, e porta a ricadere”.

L’altro aspetto che sarà trattato è l’asbestosi. “Le fibre di asbesto – ricorda don Occhipinti – penetrano attraverso le vie respiratorie, in base alla loro lunghezza (fino a 50 μm) e al loro diametro: le fibre con diametro inferiore a 0,5 μm possono raggiungere gli alveoli polmonari. Le fibre depositate causano attivazione del sistema immunitario locale e provocano una reazione infiammatoria da corpo estraneo. I macrofagi fagocitano le fibre e stimolano i fibroblasti a produrre tessuto connettivo: conseguenza di ciò è lo sviluppo di una fibrosi interstiziale. Le fibre raggiungono inoltre la pleura, esercitando anche in questa sede la loro azione fibrogena e cancerogena. E’ una questione complessa che merita di essere trattata in maniera dettagliata e che, nel corso degli anni, spesso è stata trascurata. Noi, per quanto ci riguarda, cercheremo di fare luce il più possibile su queste patologie”.

 

 

 

 

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