Nonostante
i buoni propositi e le grandi ambizioni che spesso si propone la nostra
Amministrazione comunale, abbiamo spesso constatato che Ragusa rimane una città
piena di contraddizioni.
Come
dire, non si fa neppure in tempo a mettere in atto un servizio che subito ci si
proietta verso altro, senza accertarsi però se le macchine messe in moto
funzionino correttamente. E così, nel mentre abbiamo dovuto prendere atto che
le principali Chiese di Ragusa Ibla, in pieno giorno ad Agosto erano chiuse
(tra lo sconcerto dei tanti turisti), si parla addirittura di una rete museale
che possa rendere più attrattiva la nostra città.
L’Amministrazione
comunale infatti, su proposta dell’assessore alla Cultura, Sonia Migliore, ha
approvato la modifica di destinazione d’uso dei locali dell’ex biblioteca
comunale di via Matteotti a Ragusa per trasformali in struttura museale.
La Giunta ha stabilito
che «saranno opportunamente ristrutturati per ospitare il “Museo delle Arti e
dei Mestieri” e il “Museo L’Italia in Africa”». Quest’ultimo andrebbe così a
lasciare liberi i locali situati nei bassi del Comune centrale che saranno
invece allestititi per ospitare collezioni d’arte moderna e contemporanea a
rotazione. La rete museale prevede l’attivazione della casa museo dedicata a
Giambattista Hodierna, da realizzare a Largo San Paolo, la casa museo di
Mariannina Coffa, da creare nel centro storico superiore. A Ibla, a palazzo Cosentini,
si lavorerà invece per una mostra permanente dell’arte di Duilio Cambellotti.
«È
un progetto in continua crescita – ha detto Sonia Migliore – e non escludiamo
di poterlo ampliare tassello dopo tassello. Stiamo già pensando ad una proficua
collaborazione con i musei che fanno capo alla Soprintendenza e vogliamo
interagire anche con il museo della Cattedrale e il museo del tesoro di San
Giorgio a Ibla. Pensiamo già ad una ».
Il progetto è sicuramente interessante e degno
di nota ma non ne abbia a male nessuno se preferiamo rimanere cauti quando la Migliore parla
addirittura di una « museum card che permetterebbe di poter visitare i musei
potendo contare su tariffe scontate e su servizi adeguati».
Intanto
ieri sera a Palazzo Zacco è stato inaugurato il “Museo del Tempo Contadino” che
si inserirebbe anch’esso nell’ipotesi progettuale della rete museale con
all’interno, come casa della memoria, anche il castello di Donnafugata.
di Martina Chessari