Immigrazione clandestina: nuovo
capitolo di una storia senza fine. Con protagonisti, loro malgrado, quelli di
sempre: poveri sventurati in fuga verso l’Italia. Vittime due volte. Del
bisogno e dell’avidità di criminali incalliti che, come dimostrano gli sbarchi
di questi ultimi mesi, cambiata
strategia delinquenziale, continuano a fare business lucrando sulla pelle di migliaia
di uomini, donne e bambini disperati. Sessanta i nuovi arrivati. Tutti
egiziani. Di cui 15 minori. Ticket da pagare da 3000 a 4000 euro. Per un
viaggio di sola andata. Con destinazione terra di Sicilia. Quando va bene. Viaggiavano
a bordo di una imbarcazione precaria. “Fatiscente – precisa il comandante della
motovedetta delle Guardia di Finanza – che li ha intercettati al confine delle
acque territoriali italiane. Non fossimo intervenuti in tempo, il viaggio di
questi poveri cristi avrebbe potuto concludersi tragicamente. L’operazione
aggancio e rimorchio fino al porto di Pozzallo non ha presentato particolari
difficoltà. Abbiamo raccomandato loro di ubbidire agli ordini e di stare calmi.
Due nostri uomini sono saliti a bordo per verificare se qualcuno aveva bisogno
di cure urgenti. Dopo avere accertato che complessivamente stavano tutti bene –
conclude l’ufficiale della Squadriglia navale delle Fiamme Gialle di stanza a
Pozzallo - abbiamo trainato la vecchia imbarcazione fino al porto, ove siamo
arrivati all’alba”. Accolti dai volontari della Protezione civile, dal
personale medico-infermieristico, dagli uomini delle forze dell’ordine, i nuovi
arrivati, dopo le rituali visite mediche, sono stati rifocillati. E’ scattata quindi
la procedura per l’accertamento della loro identità. Gli inquirenti, anche in
questo caso, hanno tempestivamente avviato le indagini per assicurare alla
giustizia i Caronte di turno. Soprattutto, dopo l’arresto avvenuto ieri l’altro
dei cinque scafisti responsabili dell’ultimo sbarco a Pozzallo di 86 egiziani
di cui 55 minorenni, per fare luce sull’organizzazione criminale egiziana che,
con nuove modalità, dirige il traffico clandestino. Preoccupante il numero elevato di ragazzi
“spediti” in Sicilia. Ai 55 minori sbarcati venerdì scorso se ne aggiungono ora
altri 15. Al Centro di primo soccorso dell’area portuale sono presenti, ad
oggi, 73 egiziani. Sessanta i nuovi arrivati più 13 ragazzi sbarcati la scorsa
settimana. Gli adulti saranno certamente rimpatriati. Per loro è andata male. E
non è la prima volta. Discorso diverso per i minori. Che saranno sistemati
presso comunità, istituti religiosi, case famiglia. Pronti a scappare alla
prima occasione. Come più volte lamentato da don Beniamino Sacco. “Manca un
vero progetto di integrazione – ha più volte dichiarato al nostro giornale il
prete coraggio responsabile a Vittoria di un Centro di accoglienza per minori –
per cui i ragazzi assegnati presso la nostra struttura, nonostante la buona
accoglienza, alla prima occasione scappano”. Finiscono dunque sulla strada o in
mano a persone senza scrupoli. Facile pensare, a questo punto, a fughe guidate.
Favorite da clan criminali operanti sul luogo. Gli investigatori sono convinti dell’esistenza
di una rete di appoggio alla banda egiziana. Di cui farebbero parte elementi
locali. Eloquente, al riguardo, il fermo di polizia giudiziaria operato dai
carabinieri di Pozzallo e Modica, su disposizione della Procura della
Repubblica, a carico di un paio di giovani, indiziati del reato di traffico
dell’immigrazione clandestina.
di Michele Giardina