Quanti Italiani desidererebbero
tra le dita delle mani la Sacrosanta “Forbice taglia-Casta”? E quanti, invece,
coloro che, timidamente, nascondono solo un piccolo cornetto rosso, portafortuna-
che non fa mai male, di questi tempi?
Ahimè, pare sia arrivato il
tempo di gettarli nel dimenticatoio o dove più vi aggrada, perché arriva il
Referendum anti-Casta, che ci salverà dallo scempio di una classe politica
decaduta.
La notizia rimbalza
continuamente, per lo più , online e tra gli utenti di facebook , così da
raccogliere consensi dilaganti: più di 200 mila le firme, anche se ne
servirebbero in totale 500 mila, entro il 23 luglio.
Cari lettori, ecco che, con
il vostro consenso, vi porgo dei piccoli accorgimenti che forse dovreste
adottare: se non siete seduti comodamente vi consiglio di farlo, così come di
aprire le finestre per far volar via le belle parole sognati che avete appena
letto, poiché trattasi dell’ ennesima beffa!
In
verità, a circolare sono due referendum pro taglio stipendi ai parlamentari:
uno è promosso dal Comitato del Sole, l’altro da Unione Popolare.
Un
referendum che chiede l’abolizione dello ”stipendio”, anche se è più corretto
parlare di indennità (http://www.camera.it/383?conoscerelacamera=4),
risulterebbe incostituzionale; e così il primo, tra i due, è da scartare.
Più informato sarebbe stato
l’UP , che si limita solo all’abolizione della diaria per i giorni trascorsi a
Roma dai parlamentari, per l’articolo 2 della legge 1261 del 1965, per un
risparmio annuo solo di circa 48 milioni di euro ovvero di 3.500 euro mensili
per ogni senatore e deputato.
Le firme, però, sono da considerare nulle, per l’articolo 31 della legge
n.352 del 25 maggio 1970 che stabilisce che «Non può essere deposita richiesta
di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei
sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per
l’elezione di una delle Camere stesse».
La legge,
quindi, non ammette di svolgere un referendum nell’anno in cui ci sono le elezioni
politiche alias 2013.
Tra
le fila di coloro che credono nella vacuità di tali firme si annoverano,
addirittura, i Radicali e il Movimento Cinque stelle, tra cui Bertola,
consigliere comunale di Torino, che ha palesemente dichiarato, in relazione
alla legge, scritta sopra:«le firme raccolte in
questo periodo sono nulle e inutilizzabili».
Beffa, caso,
scacco, complotto, falsa disorganizzazione?
A voi le
conclusioni più disparate, tutte accomunate da un sapore amarissimo o meglio
salatissimo, come il costo esorbitante che comporta un referendum, questa volta
inutile.
Alla
prossima, sperando di non sognare e di tagliare altro : il numero dei
parlamentari!
di Carla Armenia