La
vicenda Muos, assai delicata quanto complessa nel suo insieme, sta assumendo
dei contorni alquanto intricati e per certi versi anche preoccupanti. E’ quanto
accaduto ai componenti del comitato NoMuos di Acate, negli ultimi mesi molto
attivo e sempre in prima linea sul fronte della lotta e della resistenza all’ecomostro.
Il fatto è successo pochi giorni addietro
presso la sede del Comitato No
MUOS di Acate, dove si è tenuto un incontro che ha avuto come punto principale
all’ordine del giorno la pianificazione della contro-manifestazione pacifica
che il Comitato stesso, in collaborazione con gli altri Comitati No MUOS, ha
organizzato per la data del 10 luglio vicino a Ponte Dirillo. In quell’occasione
si svolgerà l’annuale commemorazione solenne della Marina USA in ricordo dei 41
paracadutisti americani, deceduti durante un'azione di guerra, il giorno prima
dello sbarco di Gela. Mentre la suddetta riunione era in corso è sopraggiunta
una volante dei Carabinieri della Stazione di Acate, due appuntati hanno
interrogato i presenti rispetto a quanto stava accadendo prendendo le
generalità dei partecipanti all’incontro.
“Massimo rispetto per tutte le forze dell’ordine che,
nonostante i recenti tagli alla Sicurezza, riescono comunque a portare avanti
il loro delicato lavoro e per questo li ringraziamo” – precisano i componenti
del Comitato- “ Il loro arrivo, però, ha destato sospetto: di norma, quando un
gruppo politico o di altra natura si riunisce, non riceve visite da parte delle
forze dell’ordine. Che gli americani abbiano saputo del nostro programma e
abbiano chiesto che si facessero controlli? Un altro dato significativo a
riprova della nostra tesi” – continuano gli esponenti NoMuos – “ è che
nonostante la ricorrenza sia alle porte, ad oggi, non si sa nulla sull’orario
di inizio, anche qui il sospetto è che gli americani stiano cercando di tenere
quanto più possibile segreto l’evento. Tra tutte le manifestazioni organizzate
da noi No MUOS questa è la prima nella quale si sono avuti controlli di questo
genere da parte delle Autorità. Che noi si stia dando fastidio agli americani?
Che gli americani non vedano di buon occhio la nostra presenza alla cerimonia
commemorativa? Se così fosse” – concludono i rappresentanti del movimento –“questo
sarebbe un altro dei piccoli risultati conseguiti dalla nostra lotta, anche se rimane
l’amaro in bocca pensare che questa battaglia, che ci toglie energie ci rende pure
soggetti su cui indagare.”
Vito Laterra