Nell’autunno scorso
quando si pensava che tutto era stato stabilito per il “decollo” dell’aeroporto
di Comiso perché tutto era stato definito Ragusa Oggi ha pubblicato un articolo, che ha subito severe e feroci critiche. Si diceva in quell’editoriale che se
si partiva allora i voli non potevano essere previsti che dopo l’estate 2012.
Apriti cielo ci è stato dato dei disfattisti, dei terroristi, dei (a dir poco)
pessimisti perché la convenzione Ministero dell’economia-Regione siciliana
Comune di Comiso-Soaco era li li per essere firmata e quindi perché sollevare
tanti problemi.
Noi sommessamente
rispondemmo anzitutto che avremmo giurato di essere felici di sbagliarci e che
comunque le nostre considerazioni partivano dai seguenti punti:
- Non
esisteva il piano industriale che è stato presentato qualche decina di giorni
fa;
- Che c’era
una clausola vessatoria nella convenzione con la richiesta della fidejussione
vita natural durante sulle spese di funzionamento del controllo voli che pare
ora sia stata cancellata
- Che
mancava (da qualche giorno c’è solo l’individuazione
della sede) un progetto esecutivo riferibile ad esempio alla mancanza di
strutture per i rifornimenti di
carburanti degli aerei;
- Che
mancava il collaudo dell’opera (effettuato qualche giorni fa);
- Che non
c’era alcun contratto con le compagnie aeree low-cost o meno laddove i piani
commerciali come si sa si presentano alla fine dell’estate per l’anno a
seguire;
- Che
malgrado le richieste anche di grandi comnpagnie nazionali europee e mediorientali
nessun ccordo era stato possibile stipulare per cui questo poteva significare
lungaggini sui tempi di attivazione dell’operatività dell’aeroporto
I fatti ci hanno
dato ragione mentre oggi possiamo dire che essendo caduta la clausola
/vessatoria) della comvemzione, essendoci i soldini per almeno due anni per il
controllo dei voli, essendoci la prospettiva (deve passare ancora dal
Parlamento) che Comiso venga inserito nel piano nazionale di protezione civile
per cui quando l’Etna facesse diventare Fontanarossa inagibile per le ceneri ed
i lapilli soccorebbe (per parte dei voli), l’aeroporto degli Iblei, essendo in
discussione la nuova tarioffazione per il controllo dei voli in base alla
capacità di esercizio degli aeroporti stessi, essendoci la Regione Sicilia in
grado di sopperire alle “negligenze” dello Stato (leggi nemici di Ragusa e leghisti)
tirando fuori i soldi per il controllo del volo (come ha fatto già Lombardo
cacciando quasi cinque milioni di euro per i primo due anni) allora possiamo
dire cdhe l’aeroporto può “decollare” Ma poi di grazia perché i Carabinieri in
servizio all’aeroporto li deve pagare lo Stato, la Polizia di frontiera idem, i
Vigili del fuoco (già operativi) pure, la Guardia di Finanza ibidem, mentre l’Enav (che dipende dal Ministero dell’Economia)
no?
Ed allora se giorno
4 non si mette nero su bianco e non si firma la convenzione e si parte subito
vedrete che almeno sei mesi (pari a 180 giorni com’è scritto nella convenzione)
passeranno e per i controllori di volo
ed altri sei per le altre cose e quindi se ne parla se se ne parlerà nel 2013
cioè quando avevamo previsto.
La manifestazione di
Roma che molti chiedevano venisse annullata perché intanto c’era stata la
convocazione a Roma delle istituzioni iblee è servita e come. L’on.le Digiacomo
ha infatti risposto : “Se è così lo scrivano e mi mandino l’invito ad annullare
tutto” (naturalmente non è arrivato nulla)!!! Ha fatto “tremare” quanti secondo
noi non si aspettavano tanta civile ma determinata partecipazione e tanto
clamore se è vero come è vero che i passeggeri anche non italiani in partenza
dal terminal 1 di Fiumicino che ci chiedevano il perché della protesta, appena
sentiti i motivi scuotevano la testa come per dire: “ma come si ragiona in Italia,
un aeroporto pronto da anni e lasciato a marcire; roba da…”
Avevamo ed abbiamo
ragione noi!
di Franco Portelli