Da qualche anno questo termine è entrato prepotentemente se
non nel linguaggio comune quantomeno nel sentire di qualche frangia
"specialistica".
Cosa è la Medicina di Genere? E' la scienza che studia
l'influenza del sesso e del genere sulla fisiologia, fisiopatologia e clinica
di tutte le malattie per giungere a decisioni terapeutiche basate sull'evidenza
sia nell'uomo che nella donna.
Il sesso definisce le caratteristiche biologiche che
definiscono l'uomo e la donna mentre il genere è il riferimento sociale di
comportamenti, attività e attributi che una società considera specifici per
l'uomo e per la donna.
Il genere è l'immagine sociale delle diversità di sesso
biologica,determinata dalla concezione dei compiti, funzioni e ruolo attribuiti
a donne e uomini nella Società sia nella sfera pubblica che nella sfera
privata; in quasi tutto il mondo alle donne sono affidate le faccende
domestiche, in Usa a parità di lavoro le donne guadagnano meno, in Vietnam per le
donne è disdicevole fumare ed in Arabia non possono avere la patente di guida.
Già nel 1988 l'OMS ha invitato tutte le organizzazioni
Sanitarie a mettere in atto strumenti per prevenire le patologie che colpiscono
di più le donne in età avanzata e vale a dire le demenze, l'osteoporosi e le
malattie cardiovascolari.
A proposito delle malattie cardiovascolari, se le donne hanno
l'ombrello protettivo degli estrogeni durante la fase della fertilità, nella
fase della menopausa queste patologie sono la prima causa di morte e se nei
primi 28 giorni dalla comparsa dei sintomi la mortalità per gli uomini è del
30%, nelle donne la percentuale sale al 40%; basta pensare al dolore
dell'infarto del miocardio che nella donna ed in specie in quella diabetica si
manifesta in modo meno tipico rispetto all'uomo potendo quindi causare un
importante ritardo nella diagnosi e quindi nella terapia.
Le donne vivono di norma più a lungo degli uomini, in media 5
anni di più, però la percezione dello stato di salute è di gran lunga peggiore
per le donne che per gli uomini, la disabilità colpisce di più le donne che gli
uomini e le donne si recano di più negli studi Medici che gli uomini.
Anche nell'incidenza delle patologie ci sono differenze
importanti; le donne hanno più depressione mentre gli uomini sono più frequentemente
interessati dal Parkinson ad esempio e sono importanti le differenze
fisiologiche a tal punto da rendere diversa anche l'efficacia dei farmaci.
Questo vale a dire che ci sono farmaci più efficaci negli uomini che nelle
donne e viceversa. Quindi anche gli studi sui farmaci, sulla loro efficacia e
sui loro effetti collaterali dovrebbero, e dal 2008 è così, tenere conto della
popolazione maschile e femminile. Un'altra cosa cui il "povero"
Medico di Famiglia, vero front office della salute, deve cominciare a porre
attenzione. Beato Lui!!!
di Alessandro Tumino